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Psicologa Psicoterapeuta Francesca Mulas

 

 

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"Si può capire un bambino che ha paura del buio

La vera tragedia della vita è quando gli adulti hanno paura della luce"

-Platone-

 

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Leggi dell'amore

Bert Hellinger ( lo psicoterapeuta che ha ideato le costellazioni familiari) chiama “gli ordini dell'amore” le dinamiche che si innescano nelle relazioni interpersonali. Queste dinamiche rispettano degli ordini gerarchici, che se non sono rispettati creano inizialmente confusione nei rapporti, poi si esprimono attraverso i sintomi sino a diventare vere e proprie patologie.

Hellinger stesso non riesce a spiegare perchè avvengano queste dinamiche ma chiarisce nei sui scritti che documentano un'ampissima casistica, come queste dinamiche si verifichino se non vengono rispettati tali ordini.

Se una relazione non funziona è utile chiedersi in che modo ci si sta rapportando.

Faccio degli esempi:

1)Se una donna si relaziona col proprio compagno come se fosse un figlio, si svilupperà un rapporto madre-figlio e prima o poi il compagno la abbandonerà, come normalmente un figlio dovrebbe lasciare la madre per vivere la sua vita. La stessa cosa avviene se è un uomo a trattare la propria compagna come una figlia.

Se la persona trattata come un figlio/a non si stacca dalla relazione prima o poi “farà un sintomo” che se non compreso si risolverà in patologia.

2) Se un padre tratta la propria figlia come la sua compagna, la figlia si sentirà investita di un ruolo che non le appartiene e avrà problemi circa la sua identità di donna perchè non si sentirà autorizzata dal padre a “rientrare nella sfera di influenza materna”, dove ogni figlia femmina dovrebbe rientrare per accettare la sua femminilità e diventare donna.

Lo stesso vale per la relazione madre-figlio: il figlio maschio deve “rientrare nella sfera di influenza paterna” per diventare uomo e questo processo deve essere favorito dalla madre che non consente al figlio maschio di occupare il posto di un compagno al suo fianco.

Queste sono le gerarchie più lampanti ma ne esistono altre per ogni tipo di relazione.

L'unica cosa certa è che ognuno ha bisogno, per stare bene, di sentirsi al suo posto; chiunque occupi una “poltrona”, un “letto”, una “sedia” non sua, avvertirà inizialmente un disagio che si trasformerà in malessere e, col tempo, perderà il senso della propria vita.

 

 

 

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