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Psicologa Psicoterapeuta Francesca Mulas

 

 

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"Si può capire un bambino che ha paura del buio

La vera tragedia della vita è quando gli adulti hanno paura della luce"

-Platone-

 

La volpe

“ Non posso giocare con te, non sono addomesticata” disse la volpe al piccolo principe.

“Cosa vuole dire addomesticare?” chiese il piccolo principe. “Creare dei legami” rispose la volpe.

“ Come si fa?" Gli chiese ancora il piccolo principe.

La volpe rispose: “ Bisogna essere molto pazienti. In principio tu ti siederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino...”

Il piccolo principe ritornò l'indomani.

“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora” disse la volpe . “ Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro io comincerò ad inquietarmi ed agitarmi : scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore....”

…......”.....Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo....”......

In tutti noi c'è una parte ( la volpe) che ha paura del contatto, diffidente, che ha bisogno di tempo e pazienza per potersi fidare. E' quella parte che se non “addomesticata” ci porta a distruggere e rifiutare, per paura, qualsiasi cosa ci si avvicini troppo.

Purtroppo ci siamo dimenticati il valore della pazienza, l'attesa, quell'energia femminile che la società disprezza con i ritmi frenetici, con la pretesa di avere tutto e subito.

Così si arriva a non gustare quella bellissima fase della conoscenza reciproca per bruciare subito le tappe, salvo accorgersi poi che, magari, la persona con cui abbiamo creato un legame non era quella che pensavamo fosse.

Quante volte alla fine di una relazione i partner si accusano dicendosi: “ Non eri quello/a che pensavo fossi!!!”, con tutte le conseguenze spiacevoli che ne derivano.

Altre volte invece non si approfondiscono relazioni valide perchè non si ha la pazienza di aspettare, avvicinandosi lentamente all'altro/a, sedendosi un po' lontano, lasciare che l'altro/a ci guardi con la coda dell'occhio, senza dire nulla.

Consentendo all'altro/a di poterci osservare, per dargli il tempo di potersi fidare di noi che non ci  stanchiamo di arrivare alla stessa ora......

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