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Psicologa Psicoterapeuta Francesca Mulas

 

 

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"Si può capire un bambino che ha paura del buio

La vera tragedia della vita è quando gli adulti hanno paura della luce"

-Platone-

 

La trappola

Abbiamo bisogno di continue approvazioni, facendo dipendere il nostro benessere e stato di felicità da come ci trattano gli altri. In questo modo non ci rendiamo conto che ci roviniamo la vita con le nostre stesse mani.

Cresciamo in ambienti chiusi, non solo fisicamente ma sopratutto a livello di contatto con noi stessi e le nostre parti più profonde. Durante la crescita, gradualmente prendiamo le distanze da noi stessi, per soddisfare le aspettative che ci hanno fatto credere fossero nostre. Diventiamo molto presto schiavi dell'esterno a discapito di noi stessi.

Impariamo a pensare e disimpariamo a sentire.

Un processo naturale come il sentire viene completamente sostituto da un incessante chiacchiericcio mentale che sotterra, nei meandri dell'inconscio ,quelle che sono le nostre reali sensazioni alla vita.

Il pensiero diventa un'attività incessante da quando ci svegliamo a quando andiamo a dormire e spesso impedisce anche il dormire.

Il sonno è uno stato indispensabile della mente, la quale se ne fosse privata finirebbe per esaurire ogni risorsa sino a portarci alla morte fisica. Ma nonostante tutto ci viene insegnato solo a pensare, pensare, e pensare, mai a sentire.

Ed ecco che diventati grandi non ricordiamo nemmeno più cosa significhi sentire, cosa si prova nell'essere collegati con se stessi, cosa in realtà ci stiamo perdendo e ci siamo persi in tutti gli anni di vita spesi dietro a pensieri che spesso nemmeno ci sono appartenuti.

I pensieri, che in realtà sono una funzione della mente indispensabile alla sopravvivenza, invadono tutti gli altri ambiti della nostra vita portandoci, inevitabilmente, all'insoddisfazione.

L'insoddisfazione è la radice di tutti i drammi umani dalle incomprensioni sino alle dipendenze di qualsiasi ordine o grado, per arrivare alle forme di violenza più o meno manifesta.

Quando un essere umano è insoddisfatto tende a mettere in atto una serie di comportamenti che mirano a riportare lo stato interiore a un livello accettabile di appagamento.

Tutto questo è naturale o auspicabile, solo però se i processi fossero adeguati. Purtroppo invece si utilizza il pensiero che invece non è il processo mentale in grado di risolvere l'insoddisfazione.

Il pensiero è limitato dalla logica e tende a fare sempre gli stessi percorsi avvitandosi su se stesso quando si tratta di sentimenti.

Qui sta la trappola!

I sentimenti, lo dice la parola stessa, non sono un processo di pensiero: è la mente che sente.

Ma come si fa a sentire con la mente? Siamo talmente abituati ad usare la mente per pensare che abbiamo dimenticato come si usa la mente per sentire!

L'unico rimedio è RIMEDIARE!

Sì, penserete, ma come si fa?

È la cosa più semplice e nello stesso tempo più complicata che esista. È semplice perchè basta fermare i pensieri; più complicata perchè fermare i pensieri, dopo che la macchina è stata accesa e si è ingranata la quinta o addirittura la sesta e procede a tutta velocità, ha bisogno di uno spazio di frenata molto, molto lungo.

Però la bella notizia è che si può fare e se ci sta riuscendo una come me, che per una vita ha pensato a dismisura, macinando pensieri nella mente come fosse un frullatore, ci possono riuscire tutti!

L'essenziale è di tanto in tanto fermarsi e cercare cosa si prova in quel momento, dando spazio a se stessi non solo con la mente ma con tutte le sensazioni che provengono dal corpo, non per agirle ma solo per dare spazio a un'altra parte di noi stessi che è stata per troppo tempo dimenticata.

Gradualmente vi renderete conto che questa parte, da troppo tempo dimenticata, non era altro che la vostra essenza, la vera parte di voi stessi che aveva ceduto il posto ad un mondo creato dai pensieri disconnessi di individui inconsapevoli persino della loro stessa esistenza.

E allora darvi il permesso di mandare a quel paese chi pretende di impedirvi di diventare voi stessi, diventa l'atto d'amore più grande per la vita che possiate mai manifestare.

Da qualche parte ho letto che delle volte c'è più amore in un vaffanculo che in un ti amo.....

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