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Psicologa Psicoterapeuta Francesca Mulas

 

 

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"Si può capire un bambino che ha paura del buio

La vera tragedia della vita è quando gli adulti hanno paura della luce"

-Platone-

 

Il Sant'Uomo

In una vecchia pineta, dentro una casa mezzo diroccata, viveva un uomo molto religioso.

Quest'uomo si recava a messa ogni domenica e pregava tutti i giorni a tutte le ore. Pregava Dio intensamente perchè le facesse trovare una donna che finalmente lo facesse sentire amato.

Per tutta la vita aveva sopportato delusioni sia dalle donne che dagli uomini, tanto che era rimasto solo: non aveva un amico, non sapeva più ridere. L'unica cosa che le era rimasta era il lamento. Si lamentava continuamente dei suoi mali, della sua sfortuna, del mondo cattivo e allora pregava ancora più forte e intensamente, sperando che Dio prima o poi gli avrebbe fatto la grazia.

Ma tanto pregava, quanto si trascurava: viveva in mezzo al disordine e alla sporcizia, trascinando la sua vita accompagnato solo dal rancore verso il mondo. Pregava e si lamentava, pregava e si lamentava, pregava e si lamentava. Quando Dio gli faceva la grazia di fargli incontrare una donna, anziché gioirne, la vessava con i suoi lamenti, cercando di trovare sollievo alla sua angoscia, descrivendo minuziosamente i suoi mali. Alcune donne cadevano nella sua trappola e volevano salvarlo, ma lui ben presto perdeva interesse perchè in realtà non voleva e non poteva essere salvato da niente e nessuno: non si rendeva conto di essere l'unico nemico di se stesso.

Un giorno incontrò una donna che aveva un “difetto”: diceva sempre quello che pensava.

Il sant'uomo si innamorò perdutamente di lei che ben presto iniziò a stancarsi del suo vittimismo, senza tuttavia avere la possibilità di aiutarlo. La donna era convinta che l'amore fosse condivisione di gioia, non di dolore, ma lui continuava a lamentarsi continuando a chiedere a Dio di fargli trovare l'amore che tanto desiderava. Così Dio continuava a inviargli donne a cui trovava sempre difetti, nessuna riusciva a soddisfarlo. Quelle che lo assecondavano finivano per stancarlo, l'unica che non lo aveva assecondato lo aveva fatto talmente infuriare che una volta la aveva addirittura picchiata con tanta violenza che lui stesso non aveva avuto nemmeno il coraggio di confessare al parroco della parrocchia che era l'unica persona ancora disposta ad ascoltarlo.

Il sant'uomo non riusciva a capire cosa gli fosse successo e per evitare i sensi di colpa, che tanto lo opprimevano, trovava giustificazioni di ogni genere, costruendo nella sua mente una realtà tutta sua. Non riusciva proprio a mettere in discussione se stesso, convinto com'era di essere un uomo devoto e senza macchia.

Nessun dolore riusciva a svegliarlo, anzi la sofferenza sembrava rinforzare in lui la convinzione di essere al di sopra del resto del mondo.

Mascherava la sua superbia con la fede e la sua rabbia con la protettività. Diceva di amare ma voleva solo possedere.

Non si poneva mai la domanda se l'altra persona poteva essere ferita dal suo comportamento ma era pronto a puntare il dito non appena scorgeva l'errore altrui. Diceva di saper perdonare ma il rancore lo consumava. Non ammetteva nemmeno con se stesso che dentro di lui era presente la cattiveria come nel resto dell'umanità, reprimeva in continuazione sentimenti di odio di cui non voleva essere cosciente.

Teneva alla sua reputazione più che alla sua stessa felicità e non sopportava che qualcuno mettesse in dubbio la sua corretezza, tanto da essere accecato dall'immagine fasulla che si era creato di se stesso.

Andava in giro a vendere un'immagine di se stesso quale in realtà non era, solo per trovare conferma a ciò che nel suo profondo non credeva nemmeno lui.

A parte qualche momento di spensieratezza, si trascinava nella vita con la speranza del paradiso una volta compiuto il trapasso, senza rendersi conto che dentro era già morto.

Dio gli aveva dato l'occasione ma non aveva saputo coglierla, aveva avvelenato il fiore prezioso che gli era stato donato con le sue lamentele; con le sue lamentele voleva trascinare anche la donna che diceva di amare nella sua tomba e non essendoci riuscito la riteneva responsabile del suo rifiuto.

Non si rendeva conto che all'inizio ispirava pietà e compassione, che potevano essere scambiati per amore, ma poi quella stessa pietà poteva trasformarsi un sentimento di rifiuto per la vita stessa.

Aveva avuto l'occasione ma non aveva saputo coglierla e continuò a vagare nella vita sperando e illudendosi di aver trovato quello che cercava ma consapevole nel profondo del suo cuore di non aver saputo ascoltare l'unica persona autentica che avesse mai avuto la fortuna di incontrare.

Questa storia è frutto dell'immaginazione, un compendio di come, spesso, le persone gettano via le occasioni della loro vita con la presunzione di essere nel giusto solo perchè non capiscono che quando Dio ascolta le loro preghiere, succede spesso come diceva Woody Allen: “stai attento quando preghi, perchè Dio potrebbe ascoltarti”.

Preciso che ogni riferimento a persona non è intenzionale, perchè riferito a chiunque voglia guardarsi dentro e mettersi in discussione, uomo o donna che sia, confessandosi l'inconfessabile.

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