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Psicologa Psicoterapeuta Francesca Mulas

 

 

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"Si può capire un bambino che ha paura del buio

La vera tragedia della vita è quando gli adulti hanno paura della luce"

-Platone-

 

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L'angolo dei pensieri - Psicologa Francesca Mulas

Le convinzioni creano la realtà

Siamo convinti di essere realisti quando cerchiamo la conferma delle nostre convinzioni nella realtà che viviamo.

Questo non fa una piega.

Peccato che dimentichiamo la base di questa premessa.

Dimentichiamo che sono proprio le convinzioni a determinare la realtà che viviamo.

Vi sembra strano?

Certo lo è, proprio perchè siamo stati educati a vedere la realtà con determinate convinzioni e non con altre. Ci è stato insegnato che la fantasia non conta nulla, quando è proprio nella fantasia si creano le basi della realtà.

Ci è stato insegnato a credere nelle fantasie preconfezionate dagli “altri” piuttosto che affidarci al nostro potere intuitivo.

Ci è stato insegnato a distinguere il bene dal male secondo criteri propri della società in cui nasciamo piuttosto che concentrarci su ciò che ci fa stare bene.

E' molto differente crescere un bambino aiutandolo a distinguere la proprie sensazioni di benessere da quelle di malessere piuttosto che educarlo ( e-ducere: condurre fuori) a valutare situazioni esterne classificandole buone o cattive.

Tutto questo processo ha il solo risultato di allontanarci da noi stessi, perdendo in tal modo il potere immenso di vivere una vita all'insegna delle gratificazioni.

Ed ecco allora un mondo invaso da gente insoddisfatta, frustrata che non trova di meglio che lamentarsi delle azioni degli altri piuttosto che agire in prima persona.

Ma la maggior parte delle persone non saprebbe nemmeno in che modo agire per modificare la realtà perchè gli strumenti che ha acquisito non sono adeguati.

La convinzione errata che sta alla base di questo paradosso è quella che la realtà si cambia agendo sulla realtà....

Non c'è niente di più falso!

La realtà si può modificare soltanto agendo alla fonte e la fonte della realtà sono i pensieri, le idee, le convinzioni.

Se cambio i miei pensieri, cambieranno le mie idee e se cambio le mie idee, cambieranno le mie convinzioni. Le nuove convinzioni produrranno nuove emozioni da cui nasceranno nuovi sentimenti che cambieranno le mie percezioni sulla realtà circostante e il risultato sarà strabiliante.

Il risultato sarà che inizierò a scorgere una realtà che mi era sfuggita perchè intenta a rilevare dalla realtà quegli aspetti che dovevo combattere e quindi tutta la mia attenzione si concentrava solo sugli aspetti negativi.

Cambiando le convinzioni e di conseguenza i sentimenti, la mia mente sarà indirizzata a ricercare quegli aspetti della realtà che sono in sintonia con le mie convinzioni e i miei sentimenti e li troverà!

Perchè la vita ha potenzialità infinite e il limite è solo e soltanto dentro di noi.

 

Cara psicologia

Ti ho amata tanto che per poterti studiare ho sfidato il mondo e ancora lo rifarei.

Ripasserei ancora quelle notti insonni, china sui libri senza accorgermi delle ore che passavano perché presa dalla profondità degli argomenti che studiavo. Non sono state fatiche vane perché mi hai ricambiato con tantissime gratificazioni.
Solo che arrivata a questo punto mi sorge un dubbio ed ho paura che forse tutto quello che ho imparato non servirà più a niente: dovrò buttare via tutto?
Quando leggo certe notizie di come sta procedendo la ricerca scientifica mi vengono i brividi e spero tanto che alcune siano solo il frutto  di qualche mente fantasiosa.
Qualche giorno fa ho letto ( ma, per vigliaccheria forse, non ho voluto approfondire) che in Cina si stanno fabbricando uteri artificiali da cui nasceranno nuovi bambini....spero sia una bufala anche se non mi meraviglio più di niente.

Solo che mi chiedo: se la scienza sta procedendo in questa direzione dove arriveremo?
Ho sempre pensato che la scienza dovesse aiutare a migliorare la vita dell'umanità non a sostituirsi a Madre Natura che fa già Divinamente bene il suo compito.

Questi scienziati si vogliono forse sostituire ad Essa?
Ma così facendo diventano solo dei mostri che anziché pensare al bene dell'umanità si arrogano il diritto di creare la vita privandola dell'amore primario.

Quell'amore,che tanto ho studiato per anni e anni, primario e indispensabile, che si forma nel ventre materno; quella relazione indissolubile che nasce nella vita intrauterina fatta di due esseri che condividono la magia della vita che si forma l'una nel corpo dell'altra. Una magia che ho vissuto e che solo una donna può vivere perché Madre Natura ci ha regalato questo dono immenso.

Mi chiedo come fa la maggior parte dell'umanità a non ribellarsi a questo scempio?

Perché anche altri, come me non vedono il paradosso in tutto ciò?

Si dice che l'umanità  sia in eccesso, ci sono decine di migliaia di bambini che muoiono di fame ogni giorno nel mondo e la scienza cosa fa?

Perché non si spendono i soldi della ricerca a sfamare questi bambini già nati anziché inventare macchine per farne nascere dei nuovi?

E ancora mi chiedo: come nasceranno questi nuovi bambini provenienti da una macchina, privati della forma di amore più puro e più bello, l'amore di una madre che mette a disposizione il suo corpo, delle volte rischiando la sua vita stessa,per far nascere il proprio figlio?
Cara psicologia che ti ho studiato per anni e anni, cosa dovrò farmene d'ora in poi di te?

Cosa me ne farò di tutti quegli studi sull'importanza della relazione madre-figlio?

Forse che non ci sarà più la sofferenza di legami malsani perché non ci saranno più legami?
Certo, forse ho capito: diventeremo tutti delle macchine, degli automi, dei robot che non proveranno nessuna emozione. Saremo solo logica e razionalità... forse.
Ma allora dove andrà a finire la creatività che ci rende unici? Dove andranno a finire i sentimenti nobili come l'empatia, la compassione, la gioia, la condivisione?

Il mondo sarà popolato solo da freddi calcolatori?

E tu cara psicologia ti estinguerai?

Forse sono tra gli ultimi superstiti di questa categoria che non ha mai raggiunto lo spazio che si meritava?
Non so come andrà a finire, però continuo a credere che la specie umana è una specie sociale, la razza umana vive di relazioni, di sentimenti e di emozioni che non possono essere sostituite da una macchina e qualora questo dovesse succedere si priverebbe di un'energia talmente potente che si estinguerebbe in breve tempo.
Per cui cara psicologia continuerò a dedicarmi a te e ad amarti con tutta me stessa, certa che quando scomparirai tu dalla faccia della terra scompariremo anche noi, insieme a te.

Ricordati di te

L'impegno non è impegnarsi con l'altro/a con un contratto formale come il matrimonio o qualsiasi altra società.

Questi sono impegni che riguardano e ci possono coinvolgere solo in parte. Ci possono coinvolgere solamente a livello mentale ( società di lavoro) oppure emotivo e sentimentale o solamente sessuale.

Il vero impegno è quello prima di tutto preso con se stessi: l'impegno di conoscersi a fondo e riuscire ad armonizzare le varie parti di noi stessi.

In seconda battuta si può e di conseguenza si deve considerare l'impegno con l'altro/a. Cosa che risulta impossibile quando non si è iniziato il percorso di conoscenza con se stessi.

Avere una relazione non significa aver preso un vero impegno. Avere un matrimonio che dura anni, non significa aver preso un impegno nel vero senso della parola. Tante persone restano sposate per svariati motivi ma questo non vuole dire che siano impegnate, nè con se stesse nè col partner. Moltissimi matrimoni vanno avanti per convenienza economica o per convenienza affettiva ( paura di restare soli) e questa è semplicemente una presa in giro di se stessi. Se non si riesce a stare da soli perché la solitudine fa paura, tantomeno si riuscirà a conoscere ed impegnarsi con un'altra persona.


Impegnarsi con un'altra persona vuol dire condividere la conoscenza e aiutarsi a crescere insieme. Tanti ora staranno tirando un sospiro di sollievo dicendosi: "ohhh....ma noi ci aiutiamo a crescere".

Ma cosa vuol dire crescere? Vuol dire avere il coraggio di esplorare i lati più nascosti, quelli di cui abbiamo paura ad ammettere persino a noi stessi!

Quante relazioni ci sono che fanno un percorso di conoscenza così profondo? Poche, molto poche. Per questo diventa sempre più difficile stare in coppia e i divorzi aumentano in maniera esponenziale. Nel passato i matrimoni reggevano su basi di convenienza e nei casi più fortunato su una base di affetto. Ma attualmente l'indipendenza economica e affettiva della donne sta smascherando questi presupposti.

Non sto dicendo che il divorzio sia la strada migliore, nè che sia meglio restare insieme a qualsiasi costo. Non ragiono in termini di giusto o sbagliato.

Invito, solo, a riflettere su un grande equivoco, causa di tanti dolori.

Se non si è in equilibrio con se stessi non si possono prendere impegni con altre persone perchè prima o poi verranno disattesi: ci si deluderà reciprocamente o a senso unico.

Se una persona ha preso un vero impegno con se stessa sarà molto difficile che si impegnerà con persone che non abbiano il suo stesso livello di consapevolezza e in questo modo si proteggerà da relazioni di convenienza o da delusioni. Prevenire è meglio che curare: la migliore prevenzione, per evitare di ammalarsi di infelicità,  è l'impegno con se stessi che si estenderà naturalmente anche agli altri.

Possiamo amare gli altri solo quanto saremo riusciti ad amare noi stessi. E se l'amore è conoscenza e verità ( e lo è ), conoscere noi stessi significa amare noi stessi e viceversa.

Amare un altro significa volerlo conoscere come abbiamo conosciuto noi stessi.