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Psicologa Psicoterapeuta Francesca Mulas

 

 

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"Si può capire un bambino che ha paura del buio

La vera tragedia della vita è quando gli adulti hanno paura della luce"

-Platone-

 

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L'angolo dei pensieri - Psicologa Francesca Mulas

Inutili dispersioni

Viviamo come ci hanno insegnato a farlo, senza renderci conto che siamo come dei robot programmati a vivere un un certo modo.

Siamo pieni di automatismi cioè facciamo cose e, peggio ancora, pensiamo cose e diciamo parole senza esserne consapevoli.

Pensate a quante cose, durante la giornata, si fanno con un bassissimo livello di attenzione!

Non si riesce nemmeno a quantificarle perchè, quando ci si prova ci rendiamo conto che sono la maggior parte.

Gli automatismi non sono del tutto negativi, anzi, sono un modo per risparmiare tempo ed energia.

Diventano un problema quando prendono tutto lo spazio vitale e mentale, ecco che allora diventano dei virus, si trasformano in buchi neri che anziché far risparmiare energia psichica, la risucchiano.

Il segreto sta nell'individuare gli automatismi virali per poterli eliminare così da poter liberare l'energia vitale che stavano assorbendo.

L'attuale modus vivendi, della maggior parte di persone, accetta acriticamente la mole di automatismi che la società moderna ci propone, senza arrivare al nocciolo del problema, addirittura impelagandosi ancora di più sui falsi bisogni che questi automatismi creano.

L'automatismo più lampante è quello della polarità in cui la maggior parte delle persone rimane incastrata, spesso per tutta una vita.

La polarità è l'automatismo che genera discussioni infinite tra le persone, pregiudizi, fazioni che si combattono, prevaricazioni di ogni genere e paura, paura, paura, enorme e incontrollabile paura dell'altro fuori da sé, del diverso della varietà della vita ma sopratutto del nuovo.

Ed ecco pronti strumenti che favoriscono la polarità serviti su un piatto d'argento: programmi televisivi, dibattiti, social network che favoriscono il confronto-scontro.

Tutti "prosciugatori" energetici.

Un giorno mi sono svegliata e ho capito che tutto questo sistema mi stava risucchiando energia vitale, perdere tempo che rubavo a cose ben più importanti nella mia vita e per la mia vita e ho detto STOP.

Stop a Facebook, stop alle discussioni via web, stop ai programmi tv sanguisuga,stop alle discussioni faccia a faccia, stop ai pensieri (virus mentali) ruminanti.

E meravigliosamente riprendo me stessa, iniziano a farsi strada nuove idee, nuovi stati d'animo, nuove sensazioni.

E' come rinascere, la vita sembra un'altra, diversa più luminosa e ti rendi conto di cose non ancora pensate ma che stavano solo aspettando il silenzio per emergere.

Aspettavano di avere la strada ripulita per poter avanzare.

Una nuova consapevolezza che ti porta più dentro te stessa/o, a quel livello in cui non hai più bisogno di dimostrare niente a nessuno, non hai più bisogno di aver ragione su nessuno, a quel livello in cui vivi e lasci vivere, senza giudizio alcuno ma solo optando per le scelte che ti fanno stare più dentro di te, in contatto con quella parte profonda che si fonde col tutto e non ha più bisogno di emergere perchè capisci che sei già qualcuno ed hai tutto quello che ti basta per essere completa/o.

Il respiro della vita nel battito del cuore

Non può esistere il maschile senza il femminile.

Tutto ciò che è vivo deve avere attive entrambe le polarità perché necessarie al respiro dell'universo.

La vita ha la sola funzione di ricondurci all'unione del maschile e femminile dentro di noi.

Le esperienze saranno sempre deludenti sino a che continueremo a ricercare una fonte esterna di felicità, polarizzandoci all'occorrenza, per soddisfare esigenze distorte da falsi presupposti.

La completezza è a disposizione di chiunque, tutto il resto è crescita.

Della crescita fanno parte il dolore, la malattia, le delusioni, i fallimenti,le paure, il cui unico scopo è quello di ricondurci a Casa.

Se ci facciamo caso l'energia maschile e quella femminile interagiscono continuamente in ogni cosa che facciamo:

quando inspiro nutro il lato femminile,

quando espiro esprimo quello maschile;

quando il cuore va in diastole è femminile,

in sistole maschile;

quando cammino utilizzo il lato maschile;

quando riposo quello femminile;

quando parlo sono polarizzata nel maschile,

quando ascolto in quello femminile;

quando scrivo è attiva l'energia maschile,

quando leggo quella femminile;

quando apprendo utilizzo la polarità femminile,

quando insegno quella maschile;

quando comprendo il femminile,

quando discerno il maschile;

quando guardo il maschile,

quando osservo il femminile;

quando bevo il femminile,

quando mangio il maschile;

quando agisco il maschile,

quando accolgo il femminile;

e così all'infinito nella meravigliosa danza che è la vita.

E quando dentro di noi troveremo quel punto di equilibrio in cui non ci sarà scompenso di polarità perché saranno attivate all'occorrenza, senza competizione alcuna,  solo allora potremo considerarci realmente vivi....

E quando il Re e la Regina si riconosceranno, insieme apriranno le porte del Regno, perché il Regno è dentro di noi.

Conosci te stesso, il resto è contorno.......

"Poteva fare di più"

Quante volte avete sentito dire questa frase rivolta a voi o ai vostri figli o a qualcuno a voi vicino? Quante volte magari l'avete detta a voi stessi?

In questo periodo di fine anno scolastico poi.....

Una frase detta in buona fede, magari sottolineando le capacità intellettive; una frase che avrebbe lo scopo di sottolineare solo il “poco impegno” del destinatario della frase stessa.

Purtroppo però il significato nascosto di questa frase, che poi tanto nascosto non è, ha effetti deleteri sopratutto su una personalità in crescita.

Un bambino o una bambina, un ragazzo o una ragazza, si porteranno per tutta la vita le conseguenze di questa frase che non trova risoluzione qualunque cosa possano fare per evitarne le conseguenze.

Il “poteva fare di più” è una frase in primis inutile:

non sprona a fare di più come comunemente si crede, anzi ha l'effetto contrario in quanto anziché attivare le risorse e accrescere fiducia e motivazione, le spegne completamente;

è una frase riferita a qualcosa di ormai passato e per questo impossibile da rimediare in quanto non si può tornare indietro nel tempo, come è ovvio;

suscita senso di colpa, senso di fallimento e impotenza.

Potrebbe bastare per smetterla di utilizzarla.

Se una persona non è riuscita a fare di più, nonostante si presuma abbia capacità superiori al rendimento, è completamente inutile cercare di spronarla con questo metodo: quella persona ha fatto quello che è riuscita a fare in quel momento o semplicemente quello che ha voluto fare.

Ottenendo un rendimento inferiore a quello presupposto, sta solamente comunicando qualcosa che non riesce a dire o che non gli è consentito dire.

Chiediamoci allora perchè esigiamo dagli altri rendimenti che non ci sono?

Perchè chiediamo a noi stessi più di quello che abbiamo dato?

L'impegno a migliorare sempre di più, è una spinta positiva.

L'impegno a migliorare qualcosa fatta nel passato è semplicemente un invito alla recriminazione, non ha mai portato nessuno a cercare quella scintilla che accende l'entusiasmo nel dare il meglio di sé.

Non esiste essere umano che non desideri fare le cose nel migliore dei modi: è un bisogno fondamentale dell'uomo ricevere e ricercare l'approvazione degli altri.

Allora cerchiamo altre metodologie, più efficaci, per invogliare gli alunni a studiare, per ottenere risultati dai propri figli, dai collaboratori e sopratutto da noi stessi.

Ogni pretesa rivolta all'esterno, infatti, non è altro che una proiezione di una pretesa rivolta a noi stessi, indice di un'insoddisfazione latente che vuol venire alla luce per essere guarita.