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Psicologa Psicoterapeuta Francesca Mulas

 

 

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"Si può capire un bambino che ha paura del buio

La vera tragedia della vita è quando gli adulti hanno paura della luce"

-Platone-

 

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L'angolo dei pensieri - Psicologa Francesca Mulas

L'imprescindibilità della medicina dalla psicologia

Le cause di ogni cosa si trovano nella storia. Il passato  lascia sempre delle tracce a tutti i livelli. I ricordi, coscienti o meno che siano, si depositano nella memoria  associandosi ad altri ricordi, creando un bagaglio che ci rende unici.

A mio avviso, è un grandissimo errore trascurare la parte psicologica nella cura delle malattie, perché qualsiasi malattia ha una parte somatica e una parte psichica. Intervenire solo su una delle parti significa curare a metà. Non si può tralasciare l' aspetto emotivo, affettivo, sociale, familiare, culturale, lavorativo di una persona per andare a indagare solo sui sintomi corporei: il corpo è soggetto a tutti  quei cambiamenti provenienti dagli stati d'animo; gli stati d'animo variano  a seconda del contesto in cui ci troviamo.

Curare solo il sintomo è come considerare la persona un oggetto: posso riparare la gomma di un'auto senza che il motore ne risenta; posso riparare la maniglia di una porta, la gamba di un tavolo, l'anta di un armadio ecc..intervenendo solo sulla parte e tralasciando l'intero.

Non posso intervenire nella stessa maniera sulle persone. Intervenire sulle persone in maniera settoriale significa rendere le persone simili ad oggetti.
" Non di solo pane vive l'uomo" può essere qui inteso nel senso che non siamo fatti solo di materia.
Ma anche prima di Cristo Socrate affermava: " Guai a quel medico che cura il corpo senza aver curato la mente, giacché da essa tutto discende".
Di conseguenza se una persona si ammala nel corpo non può essere curata solo da un medico che si occupa della parte fisica ma deve essere presa in carico, contemporaneamente, anche dallo psicologo il cui compito consiste nel riportare alla luce il passato o i vissuti rimossi e non riconosciuti per liberare la persona dalla negatività dell'incomprensione, al fine di sprigionare il potenziale straordinario che  è insito in ognuno di noi.
Quando la cosiddetta Medicina Ufficiale comprenderà tutto ciò, le malattie non verranno combattute ma comprese e le guarigioni saranno vissute e non subite
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Io sono Dio

Potrebbe essere l'affermazione di uno schizofrenico in pieno delirio di onnipotenza.

Ma seguite il mio discorso e cambierete idea.

Innanzitutto dobbiamo individuare che cosa si intende per Dio.

Nelle varie religioni Dio è un essere invisibile ma personificato con tutte le caratteristiche umane, con emozioni amorevoli o meno, con un grande senso di giustizia ma anche vendicativo, proiettato al di fuori della realtà, pronto ad intervenire solo quando fa comodo a Lui (o a noi!).

Mi sembra un'interpretazione molto infantile in quanto deresponsabilizzante: “ è colpa Sua”, se non ci vogliamo assumere la responsabilità; “è merito suo”, quando ci sentiamo impotenti di fronte a dei risultati insperati.

Secondo la mia idea, Dio è la Fonte dell'Energia Vitale e in quanto vivi ognuno di noi ne ha una scintilla.

Per capire meglio: facciamo conto che tutti nasciamo già laureati in psicologia o medicina o qualsiasi altro titolo, ma tutti con lo stesso titolo. Ora non tutti gli psicologi o medici sono uguali: ci sarà chi eserciterà la professione o chi metterà la laurea nel cassetto e intraprenderà un altro lavoro; chi si prenderà una specializzazione, chi un'altra; chi andrà a lavorare in una struttura pubblica o chi metterà in piedi un'attività autonoma; chi farà con passione il suo lavoro e chi invece ne sarà insoddisfatto o annoiato, ecc.....

Capite il senso? Un conto è avere un titolo di studio, altro è mettere in pratica gli apprendimenti; si può essere bravi in maniera diversa o ottenere risultati diversi anche facendo lo stesso lavoro e non è detto che siano migliori o peggiori.

Ognuno ha la sua strada ma tutti siamo vivi e in quanto vivi tutti possediamo la Scintilla della Vita.

Poi sta ad ognuno di noi la libertà di esprimerla come meglio riteniamo.

Il senso di realizzazione è un fatto estremamente soggettivo e la vita è solo un piano di realtà in cui ci alleniamo ad utilizzare il potere insito nella Scintilla Vitale.

Per cui tutti Siamo Dio, ma ognuno di noi può decidere, in ogni momento come esprimere la propria Divinità.

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Ora potete farmi la diagnosi!

La trappola

Abbiamo bisogno di continue approvazioni, facendo dipendere il nostro benessere e stato di felicità da come ci trattano gli altri. In questo modo non ci rendiamo conto che ci roviniamo la vita con le nostre stesse mani.

Cresciamo in ambienti chiusi, non solo fisicamente ma sopratutto a livello di contatto con noi stessi e le nostre parti più profonde. Durante la crescita, gradualmente prendiamo le distanze da noi stessi, per soddisfare le aspettative che ci hanno fatto credere fossero nostre. Diventiamo molto presto schiavi dell'esterno a discapito di noi stessi.

Impariamo a pensare e disimpariamo a sentire.

Un processo naturale come il sentire viene completamente sostituto da un incessante chiacchiericcio mentale che sotterra, nei meandri dell'inconscio ,quelle che sono le nostre reali sensazioni alla vita.

Il pensiero diventa un'attività incessante da quando ci svegliamo a quando andiamo a dormire e spesso impedisce anche il dormire.

Il sonno è uno stato indispensabile della mente, la quale se ne fosse privata finirebbe per esaurire ogni risorsa sino a portarci alla morte fisica. Ma nonostante tutto ci viene insegnato solo a pensare, pensare, e pensare, mai a sentire.

Ed ecco che diventati grandi non ricordiamo nemmeno più cosa significhi sentire, cosa si prova nell'essere collegati con se stessi, cosa in realtà ci stiamo perdendo e ci siamo persi in tutti gli anni di vita spesi dietro a pensieri che spesso nemmeno ci sono appartenuti.

I pensieri, che in realtà sono una funzione della mente indispensabile alla sopravvivenza, invadono tutti gli altri ambiti della nostra vita portandoci, inevitabilmente, all'insoddisfazione.

L'insoddisfazione è la radice di tutti i drammi umani dalle incomprensioni sino alle dipendenze di qualsiasi ordine o grado, per arrivare alle forme di violenza più o meno manifesta.

Quando un essere umano è insoddisfatto tende a mettere in atto una serie di comportamenti che mirano a riportare lo stato interiore a un livello accettabile di appagamento.

Tutto questo è naturale o auspicabile, solo però se i processi fossero adeguati. Purtroppo invece si utilizza il pensiero che invece non è il processo mentale in grado di risolvere l'insoddisfazione.

Il pensiero è limitato dalla logica e tende a fare sempre gli stessi percorsi avvitandosi su se stesso quando si tratta di sentimenti.

Qui sta la trappola!

I sentimenti, lo dice la parola stessa, non sono un processo di pensiero: è la mente che sente.

Ma come si fa a sentire con la mente? Siamo talmente abituati ad usare la mente per pensare che abbiamo dimenticato come si usa la mente per sentire!

L'unico rimedio è RIMEDIARE!

Sì, penserete, ma come si fa?

È la cosa più semplice e nello stesso tempo più complicata che esista. È semplice perchè basta fermare i pensieri; più complicata perchè fermare i pensieri, dopo che la macchina è stata accesa e si è ingranata la quinta o addirittura la sesta e procede a tutta velocità, ha bisogno di uno spazio di frenata molto, molto lungo.

Però la bella notizia è che si può fare e se ci sta riuscendo una come me, che per una vita ha pensato a dismisura, macinando pensieri nella mente come fosse un frullatore, ci possono riuscire tutti!

L'essenziale è di tanto in tanto fermarsi e cercare cosa si prova in quel momento, dando spazio a se stessi non solo con la mente ma con tutte le sensazioni che provengono dal corpo, non per agirle ma solo per dare spazio a un'altra parte di noi stessi che è stata per troppo tempo dimenticata.

Gradualmente vi renderete conto che questa parte, da troppo tempo dimenticata, non era altro che la vostra essenza, la vera parte di voi stessi che aveva ceduto il posto ad un mondo creato dai pensieri disconnessi di individui inconsapevoli persino della loro stessa esistenza.

E allora darvi il permesso di mandare a quel paese chi pretende di impedirvi di diventare voi stessi, diventa l'atto d'amore più grande per la vita che possiate mai manifestare.

Da qualche parte ho letto che delle volte c'è più amore in un vaffanculo che in un ti amo.....