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Psicologa Psicoterapeuta Francesca Mulas

 

 

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"Si può capire un bambino che ha paura del buio

La vera tragedia della vita è quando gli adulti hanno paura della luce"

-Platone-

 

Reciprocità

 

Alla base di qualsiasi cosa si manifesti nella nostra vita c'è la reciprocità. Che sia un'esperienza bella o brutta, piacevole o dolorosa, felice o triste, perchè prenda forma nella realtà deve sottostare al principio di reciprocità. Se manca la reciprocità, manca la manifestazione nella realtà ma rimane un'intenzione unilaterale.

Questo principio è alla base di qualsiasi manifestazione in qualsiasi ambito si analizzi: in ambito lavorativo, sentimentale, costruttivo o distruttivo.

Se un aggressore non trova la vittima non potrà portare a compimento i suoi intenti. Per fare ciò ha bisogno che la vittima si trovi nel posto “giusto” al momento giusto.

Se una persona vuole fare del male dovrà fare in modo di trovarsi nel luogo e nelle condizioni di poter fare del male e la vittima dovrà trovarsi nei luoghi e nelle condizioni per essere aggredita.

La reciprocità prende la forza dalle istanze inconsce seguendo la regola nota in psicologia della “profezia che si autoavvera o autoconferma”.

La profezia che si autoconferma deriva dalle ingiunzioni che riceviamo dalla nostra famiglia, attraverso gli obblighi e i divieti, tramandati di generazione in generazione con in condizionamenti.

Se nella famiglia di origine ci sono dei traumi irrisolti, questi traumi vengono dati in eredità da padre/madre in figlio/a affinché trovino risoluzione.

Spesso però questi traumi non sono esplicitati perchè magari non sono stati raccontati ma continuano ad agire a livello inconscio e vengono tramandati con il divieto, non detto, del lecito o illecito.

Ogni famiglia ha le sue regole, in ogni famiglia i bambini ricevono degli ordini su cosa è giusto o sbagliato fare, su cosa è sicuro o pericoloso, in ogni famiglia ci sono cose consentite o vietate.

L'individuo allora cresce, percependo a livello inconscio, cosa è consentito e cosa no, adeguando il suo comportamento nell'adesione inconsapevole ai modelli consentiti dalla famiglia.

Il risultato non è però dei migliori perchè ad essere sacrificata è l'autenticità dell'individuo, con la sofferenza che ne deriva: relazioni difficili, separazioni, divorzi, incapacità di amare o paura di amare, non realizzazione sul piano professionale, allontanamento dai propri desideri e risorse.

L'unica soluzione a questi blocchi evolutivi è quella di capire quali obblighi e divieti abbiamo appreso dalla nostra famiglia di origine ( e in seguito dalla società), non per condannare o assolvere qualcuno, ma per rientrare in possesso del nostro potenziale evolutivo in sintonia col nostro essere più profondo.

A quel punto non avremo più niente da temere perché la reciprocità potrà agire soltanto per il nostro bene e la nostra piena realizzazione.

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