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Psicologa Psicoterapeuta Francesca Mulas

 

 

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"Si può capire un bambino che ha paura del buio

La vera tragedia della vita è quando gli adulti hanno paura della luce"

-Platone-

 

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Il Sì che guarisce la vita

E' molto frequente che le persone ingenue, dopo numerose delusioni diventino diffidenti anche con chi si dovrebbero fidare; diventando invece delle persone credulone davanti ad una persona bugiarda e manipolatrice.

Se vi è capitato di sentirvi disorientati e confusi circa i vostri sentimenti, con una parte che vi suggerisce di credere ed un'altra parte che vi vuole proteggere, sicuramente avete vissuto in un ambiente ambivalente da bambini, quando si stava formando la vostra capacità critica, non solo quella razionale ma anche quella emotiva-realzionale-affettiva-sociale.

Purtroppo nella nostra società si dà troppo valore al giudizio analitico-logico-matematico, lasciando all'autoinsengamento le capacità critiche emotive-affettive-sociali-relazionali.

Se nessuno ce lo insegna dobbiamo diventare autodidatti attraverso gli insegnamenti che la vita ci dà attraverso le esperienze.

Putroppo la psicologia e la psicoanalisi hanno favorito la deresponsabilizzazione delle persone attribuendo la totale responsabilità, dell'incapacità emotiva delle persone, ai genitori, senza pensare che i genitori non avevano le conpetenze che gli si pretendeva insegnassero ai loro figli.

Ma se questo poteva essere giustificabile agli esordi delle scienze psicologiche, non lo è, dopo più di un secolo dalla divulgazione delle tecniche di intervento psicologiche.

Anche la religione ha dato il suo contributo in termini di deresponsabilizzazione con la collocazione del male esterno con la figura del diavolo, con il senso di colpa e con la credenza che la terra sia “la valle di lacrime” che è necessario attraversare prima di arrivare al paradiso.

Tutte le grandi intuizioni e scoperte hanno il lato pericoloso, sono soggette a fraintendimenti e manipolazioni varie a seconda dell'utilizzo che se ne voglia fare o agli scopi che si vogliano perseguire. Così anche la psicologia (come la religione, i grandi eventi sociali come il femminismo, il marxismo, il comunismo, il nazismo,le scoperte tecnologiche, scientifiche e farmaceutiche) ha dato vita a dei filoni che hanno generato dei mostri.

Generazioni intere sono cresciute sentendosi vittime dei genitori ( anche essi vittime ), non riuscendo a cogliere le opportunità che la vita offriva loro.

Come si può risolvere questa mancanza di sviluppo del “corpo emotivo-affettivo-relazionale-sociale? E' difficile ma non impossibile, ci vuole impegno e dedizione perchè è necessario un lavoro di destrutturazione da tutte le credenze che con gli anni sono diventate filtri attraverso cui si legge e interpreta la realtà.

Il primo passo da fare consiste nel ritornare ad appropriarsi dei propri sentimenti che spesso pensiamo nascano dalla nostra visione di vita e invece sono delle produzioni che abbiamo ereditato dall'ambiente circostante attraverso le frasi ripetute come un mantra: “devi fare questo; devi fare quello; devi comportarti in un certo modo altrimenti non sarai accetato; per avere valore devi avere un certo titolo di studio, possedere degli oggetti come auto di lusso, vestiti di marca ecc.”

Appropriarsi dei propri sentimenti significa riconoscere anche le parti di noi che si nascondono nell'ombra e che dal profondo agiscono con maggiore potenza proprio perchè non portate alla luce della consapevolezza. Riconoscerle non vuol dire agirle ma soltanto essere consapevoli delle proprie fragilità, dei bisogni che ci portano a mentire a noi stessi pur di apparire migliori agli occhi degli altri, dei bassi istinti e delle deviazioni che ci hanno portato a perdere la strada che solo noi potevamo percorrere anche se non avrebbe incontrato il favore delle persone a noi vicine. Dobbiamo trovare dentro di noi quella forza che ci fa dire no, quando vogliamo dire no, e sì quando quel Sì sgorga dal nostro cuore.

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